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Xylella fastidiosa: aggiornamento sulla situazione in Puglia e nuove strategie di contenimento
A distanza di dieci anni dalla prima rilevazione, il batterio Xylella fastidiosa continua a minacciare il patrimonio olivicolo pugliese. Ecco lo stato attuale e le contromisure messe in campo.
16 maggio 2026di Dott. Nicola Battaglia0 visualizzazioni
<h2>La situazione attuale</h2><p>La Xylella fastidiosa, il batterio che causa il Complesso del Disseccamento Rapido dell'Olivo (CoDiRO), ha ormai raggiunto il territorio del Salento e si sta espandendo verso nord. Secondo i dati del MIPAAF e della Regione Puglia aggiornati a fine 2024, la zona infetta comprende oltre 300.000 ettari, con circa 21 milioni di ulivi colpiti.</p><h2>Le varietà resistenti: la speranza</h2><p>La ricerca scientifica ha finalmente identificato alcune varietà di olivo naturalmente resistenti alla Xylella: la Leccino e la FS-17 (Favolosa) mostrano un'elevata tolleranza al batterio. I programmi di reimpianto ora prevedono l'utilizzo esclusivo di queste varietà nelle zone infette, con finanziamenti europei specifici.</p><h2>Il progetto LIFE OLEA</h2><p>Il progetto europeo LIFE OLEA, coordinato dalla CNR, sta sviluppando un sistema integrato di monitoraggio e lotta biologica basato sull'utilizzo di insetti antagonisti della sputacchina (Philaenus spumarius), il principale vettore del batterio. I risultati preliminari mostrano una riduzione del 40% della diffusione nei campi sperimentali.</p><h2>Il piano di reimpianto regionale</h2><p>La Regione Puglia ha stanziato 300 milioni di euro per il reimpianto degli oliveti colpiti. Le aziende agricole possono ricevere contributi fino all'80% dei costi di reimpianto con varietà resistenti, estirpazione delle piante morte e ripristino della funzionalità produttiva aziendale.</p><h2>Cosa fare se sei un olivicoltore</h2><p>Gli olivicoltori pugliesi devono innanzitutto segnalare eventuali sintomi ai servizi fitosanitari regionali. È fondamentale collaborare con il personale tecnico per i campionamenti e seguire le indicazioni sulle misure obbligatorie di contenimento. Affidarsi a un agronomo esperto per la gestione del piano aziendale è fortemente consigliato.</p>
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